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Il Super Telescopio che Cercherà la nuova Vita nell’Universo di Roberto Tamai

di Roberto Tamai

Forse non tutti sanno che l’Italia fa parte della più grande organizzazione di astronomia al mondo. E’ un’organizzazione intergovernativa Europea, e in questo periodo di elezioni credo sia importante evidenziare cosa si può fare uniti, impossibile da soli. Siamo parte di un’organizzazione leader mondiale in astronomia, costruiamo i telescopi ottici e nel vicino infrarosso più potenti al mondo. Attualmente l’organizzazione (www.eso.org) sta costruendo il telescopio più grande mai esistito (sul nostro pianeta) nel deserto di Atacama in Cile.

Questo gigante ci consentirà di vedere e capire cose che oggi magari nemmeno immaginiamo perché ci aprirà a nuovi orizzonti, nuove conoscenza. E’ il primo telescopio che ci consentirà di raggiungere i circa 400 milioni di anni dopo il Big Bang aiutandoci a capire come siamo nati, come tutto è nato, come si sono formate le prime stelle, le prime costellazioni. Allo stesso tempo sarà il primo ad esser capace di analizzare le atmosfere dei pianeti extrasolari e a dirci se tali atmosfere contengono clorofilla, ozono, acqua, marker biologici o elementi inquinanti (!) per capire se questi pianeti hanno forme di vita come a noi oggi conosciute.

E’ un telescopio in fase avanzata di costruzione e l’Italia ne fa parte insieme ad altri 15 stati membri Europei. Solo insieme siamo riusciti a mettere soldi, idee e capacità per arrivare  così lontano.

Abbiamo costruito l’Osservatorio Paranal (https://www.eso.org/public/teles-instr/paranal-observatory/vlt/) dopo aver costruito La Silla (https://www.eso.org/public/teles-instr/lasilla/) e, insieme ad altri paesi del nostro mondo per essere ancora più potenti in un determinato ambito scientifico (le onde radio), abbiamo costruito ALMA (https://www.eso.org/public/teles-instr/alma/) il più grande radiotelescopio al mondo.

Ora stiamo costruendo qualcosa che solo pochi anni fa era inimmaginabile: siamo alle prese con il telescopio estremamente grande, l’ELT (https://www.eso.org/public/teles-instr/elt/). La lente principale, che in realtà è uno specchio, ha il diametro di poco più di 39 metri: in piazzetta a Capri non c’entra.

E’ composto di 798 segmenti esagonali di circa un metro e mezzo di “diametro”. Ha sensori ed attuatori con caratteristiche incredibile, per esempio: i sensori di bordo per leggere la posizione reciproca dei 798 segmenti sono capaci di dirvi in tempo reale la velocità di crescita dell’erba del vostro giardino. Ha attuatori con una corsa di 10 mm con una risoluzione di 2nm, pari al diametro dell’elica del vostro DNA (un vs capello ha un diametro di circa centomila nanometri!). Queste tecnologie sono frutto delle capacità progettuali delle persone della ESO, European Southern Observatory, e delle capacità costruttive delle industrie dei paesi membri della ESO, inclusa l’Italia che ha capacità e competenze di prim’ordine, e non sta a a me dirlo.

Un altro esempio: con questi sensori e attuatori sarebbe possibile esaminare una superficie grande come l’Oceano Atlantico e controllarne le onde entro un’altezza massima dello spessore di 1 Euro.

Con questo telescopio sarà possibile distinguere la luce di un piccolo led posto a 10 cm dalla luce di un grosso faro da stadio da 200km di distanza, o, ipotizzando piana la terra, analizzare la fiamma della candelina del primo compleanno di vostra figlia a Milano, e dirle la composizione chimica della cera che la sta bruciando, quando voi siete a Palermo. Insomma avrà capacità diagnostiche e esplorative davvero incredibili.

Con la mia famiglia ho vissuto dieci anni in Cile, Antofagasta, partecipando alla costruzione dell’Osservatorio Paranal.  Ora gestisco la costruzione dell’ELT e non vedo l’ora di mettere quest’autostrada verso la conoscenza a disposizione dei miei colleghi astronomi a che aumentino la conoscenza dell’umanità non solo nel campo dell’astronomia, sorgente di tante guerre, credenze e religioni, ma che ci aiutino ad andare ben oltre le problematiche del quotidiano, che ci aiutino a capire che se non uniti, se non curiamo noi stessi ed il nostro mondo, avremo, come pianeta, vita breve rispetto all’universo.

Abbiamo scelto di accettare una nuova sfida: il perché di Parole Forti.

Il perché di una scelta. Il perché di Parole Forti 

di Paolo Falco

Iniziamo l’anno con una novità, questo nuovo spazio e il 2019 con i tradizionali auguri di un buon anno nuovo che ci renda tutti più ricchi, felici, spensierati e soprattutto più social con tanti selfie e tanti post. Come si dice l’importante è avere tanti amici e tanti like o forse no? Comunque tantissimi auguri per noi e le nostre famiglie tra smartphone e tablet.

Iniziamo l’anno con tanti buoni propositi, iniziamo la nuova collezione di macchine d’epoca, iniziamo l’anno con i soliti politici un po’ più belli o brutti , un po’ più arrabbiati o più pacati, con una nuova verità in tasca e tante nuove soluzioni.

Ad ognuno che arriva viene una buona idea per salvare l’Italia e il mondo, o no, forse solo se stesso? Ma è uguale, l’importante è crederci.

Non fa niente che non si sa bene per quale motivo debbano essere competenti in qualcosa ed avere più esperienza di non so, il professor X o il dottor Y o dello sportivo Z, che magari conoscono forse un po’ meglio i problemi. Allora cosa succede, che uno che partecipa ad un telequiz diventa prima Sindaco poi nientedimeno diventa Premier e ad un certo punto vuole addirittura cambiare la Costituzione Italiana per poi diventare un esperto di arte e monumenti, oppure ne arriva un altro che da bravo imprenditore venuto alla ribalta con so si sa bene quali fondi resta al vertice del Paese per quasi venti anni.

Strano, quantomeno bizzarro, ed ora finalmente abbiamo risolto tutti i problemi! C’è chi pensa a noi con il reddito di cittadinanza, oppure con la lava del Vesuvio che doveva sommergerci tutti belli e brutti, vecchi e bambini perché in fondo i meridionali sono degli scansafatiche, beh ce ne sono, ma ne conosco tanti che non lo sono per niente, ma non è questa la questione,  ora dicevo abbiamo risolto tutto perché sono tra di noi, sono scesi al nostro livello, si cambiano divisa ogni tanto per non far arrabbiare nessuno, oppure dicono che siamo tutti cittadini, mentre gli altri, quelli buoni prima e cattivi ora, che fanno nientemeno pensano ai migranti, brutti neri, con le bombe addosso, salvati dalle ONG che fanno tratta di esseri umani, che insistono a rischiare la pelle perché? Per venire in Italia o in Europa dove i porti sono chiusi e i cuori ancora di più .

Ma che confusione, che caos!

E perché dovremmo dargli da mangiare, vengono qui a spacciare ed a violentare, non che non accada a volte ed è anche troppo, capiamoci, non difendo alcun delinquente bianco, nero, o a pois che sia, ma bisogna un attimo fermarsi.

Fermi, fermi tutti!

Non si trova il bandolo della matassa, non si trova la soluzione. Abbiamo paura. Paura tutti, che quello che abbiamo adesso: la nostra bella casa, la macchina , lo smartphone

( perché non lo chiamiamo telefonino?) ci vengano sottratti, che veniamo impoveriti, perché siamo convinti che il modello attuale della crescita all’infinito sia quello giusto, l’unico percorribile, dove bisogna per forza stare al passo. Ora il modello X poi XI poi XII e avanti si, di mese in mese, bisogna averlo per forza, come si fa senza?

 Come faremmo ad avere un PIL (prodotto interno Lordo), ma lordo poi di cosa dei debiti? (non ci ho mai capito un’H, e voi?) degno di tale nome ed una crescita, ma crescita verso dove, verso cosa?. E se non crescessimo? E se fosse tutta una manfrina tanto poi i soldi si svalutano e corriamo dietro a tutto questo per scoprire che porta solo ad inquinare, oltre al fatto che  tutto sommato una macchina è sempre una macchina, una moto anche e il telefonino basta che scatti una foto e ci tenga connessi, magari nemmeno troppo, perché più che connetterci ci sconnette, per dimenticare del tutto perché lo facciamo tipo quelle scimmie che picchiano le altre solo perché lo hanno visto fare. Comunque ancora auguri perché sono una cosa buona e fanno sempre piacere, e anche perché ne abbiamo bisogno…tanto bisogno

Serpeggia qualcosa di strano tra la gente, una sorta di malcontento sempre presente, che come un macigno pesa sulla nostra coscienza , sul nostro umore, sulle nostre vite.  

Noi, la gente,  siamo sempre più arrabbiati, insoddisfatti e tristi, spesso non per un motivo particolare solo perché dobbiamo prendercela con qualcuno un po’ come Michael Douglas in un film un po’ datato “un giorno di ordinaria follia”  nel quale un bravo impiegato improvvisamente impazzisce e fa una carneficina.

Beh abbiamo divagato un po’ per introdurre questo mio nuovo spazio, questo Blog come si chiamano questi spazi virtuali pieni di parole sui più svariati argomenti, dalla cucina, al trucco, alla moda , al tempo libero, dal freeclimbing al modellismo ce n’è per tutti ma proprio tutti e per tutti i gusti. Perché serviva un altro che riempisse pagine web di parole ?

In primo luogo perché così mi andava e grazie al mio caro amico (spero non si offenda) Luis (lo chiamo così) l’ho finalmente realizzato e poi perché no? Uno spazio che non sarà solo mio ma di tutti coloro che vorranno avere uno luogo virtuale per esprimere le proprie idee, i propri umori e malumori sempre nel rispetto delle opinioni altrui.

Non sarà un blog in cui offendere persone, politici, rappresentanti di Istituzioni, sarà una piccola passerella aperta a chiunque abbia voglia di farsi sentire, criticamente, ma sempre in maniera corretta su argomenti di attualità, libertà, politica, insomma parole in libertà, PAROLE FORTI tante e convincenti per far sentire una voce diversa, nuova, possibilmente equilibrata, Parole Forti con la regia mia cioè di Paolo Falco e dei suoi amici, pronti ad una visione ed ad un MOVIMENTO UTOPICO che dia una mano a ragionare sulle cose, una mano a sentire delle voci che non siano politiche o legate a dei falsi idealismi mercenari, idealismi legati alle poltrone ed agli incarichi lautamente pagati.

Uno spazio di idee, di ideali, Parole Forti che non abbiano paura di gridare o chiedere la verità, Parole perché sono le parole che contano, che scardinano i poteri e sedano le masse o viceversa le sollevano.

La cosa importante e usarle bene e soprattutto a fin di bene perché le parole restano a testimonianza degli ideali e delle idee, mentre le persone passano e restano solo per le parole che hanno lasciato. Omero, Cesare, Adriano, Goethe, Gandhi, Maometto, Gesù. Mandela o Madre Teresa di Calcutta hanno lasciato parole che li hanno resi immortali. Allora che sia l’anno della pace, della ripresa morale e sociale ma soprattutto delle Parole Forti perché possano dare forza , forti perché è con la forza dell’impegno che si raggiungono grandi risultati.

Prima dei saluti e l’invito a ritornare su Parole Forti per leggere le tante voci che ospiteremo nei prossimi giorni, permettetemi un ringraziamento a mia moglie che supporta e sopporta questo progetto, senza di lei non andrei da nessuna parte.

( foto di copertina: Utopia show)