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E se l’isola chiudesse per un attimo i suoi occhi… di Amedeo Bagnasco

E se l'isola chiudesse per un attimo i suoi occhi...

 

di Amedeo Bagnasco

Non avrei mai immaginato che raccontare la storia di Robert, un fotografo divenuto cieco in visita ad Anacapri, potesse generare un’eco così grande.
E’ stato come sussurrare il nome della luce in una grande grotta, e sentire in risposta un boato forte come un tuono…  Ho compreso sulla mia pelle che “La scatola dei segreti – Anacapri nei tuoi occhi”, il libro che ho presentato lo scorso 7 Luglio, riservava un segreto per me, una sorpresa più grande di ogni aspettativa.
E’ stata una creatura pensata in una piccola stanza, insieme al mio grande amico ed editore Luigi Molino, persona dalla lungimiranza non comune, in una serena mattina di Aprile. Insieme intravedemmo la possibilità di fare di Anacapri, e dell’intera isola di Capri, un forte richiamo di solidarietà a favore di quanti non possono vedere con i loro occhi la bellezza del nostro territorio incantato.

All’inizio fu un semplice racconto, uno “storytelling”, nel quale si insinuò quasi provvidenzialmente la parola “cieco”. Un fotografo. Un fotografo divenuto cieco. Era possibile? Avrei potuto portare avanti una storia così paradossale, senza conoscere in prima persona il mondo della cecità? Per molti giorni mi fermai a riflettere sull’opportunità o meno di continuare questa storia nella quale luce ed oscurità si intrecciano, si rincorrono. Avevo una grande paura di ferire o offendere una condizione che merita rispetto, ascolto, comprensione.

Alla fine scelsi di andare avanti, attaccato a quegli otto luoghi di Anacapri ai quali mi ero ispirato nella creazione di altrettanti modelli di occhiali.
Solaro, Faro, Casa Rossa, Migliara, Filietto, Damecuta, Azzurra, Fenicia si sono trasformati dal nudo acetato di una montatura da sole in pagine pulsanti, in un invito a condividere la luce della nostra isola con tante persone che possono e devono sperimentarla con gli altri sensi.
Leggere il mio libro tradotto in Braille, toccarlo con le mie dita, suscitò in me un’emozione che ancora adesso mi fa vibrare e mi commuove: avvertii la mia incapacità di leggere i miei stessi pensieri e capii che la disabiltà è un concetto molto relativo. Chi è veramente disabile? Io stesso ero disabile di fronte ad un testo scritto da me.

Il trailer del libro, ideato e girato nel giro di due giorni, con una generosità di tempo enorme da parte dei cari Umberto d’Aniello, Andrea Trama e Al Martino, fu l’ultimo atto che preparò l’effettiva presentazione del libro.
Sapevo che ci sarebbero stati al mio fianco il Presidente Nazionale dei Ciechi ed Ipovedenti, il Prof. Mario Barbuto, Linda Legname, Dirigente Nazionale UICI e la cara Graziana Orefice, la responsabile foundraising e progettazione.
Avevo affidato al caro Mario Staiano la direzione della serata, conoscendo le sue innate doti di artista e la sua sensibilità. Luigi sarebbe stato al mio fianco, a chiudere il cerchio di una strada appena iniziata ma già così matura. Quando entrai nella mediateca “Mario Cacace”, gentilmente offertami dal Comune di Anacapri, mi accorsi che la risposta a volte supera di gran lungo l’invito, la presenza è più forte della proposta, l’idea genera sempre ascolto attento e propositivo.

Quella sala gremita, più della sua naturale capienza, fu il primo segno di qualcosa di grande che accompagnava il mio piccolo libro. Non per meriti miei, ma per la natura intima del progetto: pagine pensate per illuminare da un lato la condizione della cecità, e, più in concreto, la vita di tanti bambini ciechi ed ipovedenti. Il racconto di un’isola luminosa, da cui si può attingere energia buona a favore di quanti vivono al nostro fianco, ma che, per discrezione o per mancata inclusione da parte della nostra società frenetica, restano a volte ai margini delle nostre amicizie. Ho stretto le mani di molti amici ed amiche cieche ed ipovedenti, mi sono lasciato abbracciare da loro, ho scoperto che l’isola di Capri può e deve diventare una metafora permanente della luce, madre buona che corre incontro a tutti, nessuno escluso.

Se è vero che l’immagine e l’appeal della nostra isola azzurra è forte nel mondo, in ambito artistico, turistico, commerciale, è altrettanto vero che Capri ha il compito di incanalare parte della sua luce a favore dei ciechi ed ipovedenti.
Chi viene a Capri saprà che una delle bellezze di questo piccolo scoglio, che si erge improvviso nel Golfo di Napoli, è la sua grande generosità nei confronti di chi vive disabilità visiva. Può sembrare un parodosso. Ma tutto quello che sta accadendo attorno al mio piccolo libro, la sua traduzione in Braille ed in audiolibro, le presentazioni a Napoli, Catania, Urbino, Torre del Greco, il Premio Speciale Braille 2018, la sua imminente pubblicazione in lingua inglese, sono tasselli di una storia che va oltre la semplice narrazione.
Se l’isola chiudesse per un attimo i suoi occhi, si accorgerebbe di essere del tutto uguale a chi sta aiutando con tanta generosità.

Questo è gia avvenuto, e vi ringrazio singolarmente. Di questo ho provato a descrivere i punti cardine. Da qui ripartiremo, ogni giorno, perchè aiutare un bambino cieco e una bambina ipovedente a conoscere il mondo, come abbiamo fatto e faremo con i nostri figli, è un’azione alla quale facciamo fatica a sottrarci.
Un giorno ci siederemo tutti in riva al mare, ad occhi chiusi, vedenti e non. E riconosceremo di esserci aiutati a vicenda.